Se in azienda i dipendenti sono motivati e di buon umore hanno una performance superiore rispetto a quelle aziende dove vige un'atmosfera di pessimismo. I dipendenti ottimisti e motivati sono più propensi ad ascoltare le esigenze dei clienti e ad adoperarsi per soddisfarle. Tale comportamento migliora il rendimento dell'intera azienda; infatti il dipendente è il tramite tra l'azienda ed il cliente. Se un cameriere tratta male un cliente, l'esperienza che lo stesso ha del nostro ristorante è si quella data dal locale, dalla sua pulizia, ecc ma è anche data dall'interazione che esso ha con il personale addetto. Noi possiamo predisporre tutto in maniera perfetta affinchè il cliente possa vivere un'esperienza positiva nel nostro locale, ma l'interazione umana con il nostro dipendente avrà un ruolo importante.
Uno studio, condotto nel 2001 da Lyle Spencer, ha evidenziato il fatto che un aumento di percentuale del miglioramento del cliima aziendale, corrisponde un aumento doppio dei profitti. Ad esempio, se il cliema in aizenda migliora del 10%, i profitti migliorano del 20%.
B. Schneider ha condotto degli studi sulla percezione che i dipendenti avevano sul clima aziendale. Ha confrontato questi risultati con la soddisfazione che i clienti nutrivano per la stessa azienda ed ha scoperto che è possibile prevedere la soddisfazione dei clienti monitorando il giudizio dei dipendenti sul clima che si respira in azienda.
Anche questa ricerca mette in evidenza come sia importante il dipendente quando parliamo di margini e di profitti.
Vi sembra poco?
Sicuramente la risposta sarà no, allora la mia prossima domanda è: perchè i responsabili di un'azienda permettono che creascano le discussioni e che i malumori pullulino nello stagno della mediocrità?
Sono incapaci, distratti, presi da importanti decisioni che la quotidianetà impone da tralasciare un fattore così determinante?
La differenza la fa il lieader che coinvolge emotivamente i dipendenti, colui che crea unambiente di lavoro favorevole sia per i dipendenti che per i clienti.
Un lavoro più è difficile da un punto di vista emotivo, più il leader deve dimostrare empatia. Se il leader si concentra soltanto su obiettivi concreti e tralascia gli effetti che il proprio comportamento ha sui suoi subalterni, commette un errore che le aziende oggi non possono più permettersi.
Il clima che si respira in azienda è un fattore determinante, ma sicuramente non unico al raggiungimento degli obiettivi aziendali.
La percezione che i dipendenti hanno del clima aziendale è dovuto al 60% dal leader: è lui che influenza direttamente i comportamenti e di conseguenza le performances dei suoi subordinati.
Lo stato emotivo del leader agisce direttamente sull'umore dei collaboratori, tale umore influenza le loro prestazioni, dalle prestazioni derivano i margini.
Essere leader è difficle, anzi sempre più difficile. Ci alziamo la mattina andando a lavoro con ottime intenzioni, scopriamo che i problemi che dobbiamo affrontare sono maggiori rispetto alle previsioni, dobbiamo far fronte a tutte le problematiche. Ma ciò non basta! Dobbiamo controllare il nostro stato d'animo: esso influisce sui collaboratori. Dobbiamo dimostrare forza, pervadere di ottimismo l'azienda, rassicurare il capo. Tutto ciò per scoprire a fine giornata che siamo soli.
Il leader è solo!
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